
Na czym polega unieważnienie kredytu we frankach?
I prestiti agevolati elettrizzano l’opinione pubblica come poche altre cose. Sebbene l’apogeo di questo problema sia stato raggiunto molto tempo fa, ci sono ancora molte persone che devono convivere con questo enorme fardello, che è senza dubbio un credito in franchi. Per questo motivo, molti si chiedono se un contratto di “affrancatura” possa essere annullato. In cosa consisterebbe tale invalidazione e quali possibili ripercussioni potrebbe comportare?
Da qualche anno i prestiti in valuta estera sono diventati molto popolari. Uno di questi è il franco svizzero, il cui tasso di cambio all’epoca era ai minimi storici e che ha invogliato le persone a contrarre passività in questa valuta. Molte istituzioni, come ad esempio l’Autorità di Vigilanza Finanziaria, e molti esperti hanno sottolineato l’enorme rischio che tali imprese comportano. Per molto tempo i francofili non hanno avvertito alcun effetto negativo, anzi pensavano di aver preso il proverbiale “Dio per i piedi”. Tuttavia, tutto questo è crollato come un castello di carte quando l’equivalente svizzero della NBP ha reso noto il tasso di cambio del franco svizzero e il suo valore è più che raddoppiato esponenzialmente in un solo giorno. Il risultato è stato un drastico aumento delle rate del mutuo, che molto spesso i mutuatari non erano in grado di sostenere. A questo punto è iniziata la richiesta di annullare gli accordi stipulati con le banche.
La cancellazione di un credito in franchi ha uno scopo principale, che è anche il suo effetto: dichiarare inesistente il contratto stipulato con la banca con effetto retroattivo, cioè come se non fosse stato stipulato affatto. La versione più chiara di tale annullamento prevede quindi che il debitore restituisca alla banca solo l’importo che ha preso in prestito dalla banca stessa, mentre eventuali commissioni aggiuntive sono considerate nulle. I tribunali, tuttavia, decidono secondo metodi diversi nelle cause per invalidare un prestito in franchi. Uno di questi è il metodo, estremamente controverso, dell’equilibrio, che presuppone che perda il processo colui che ha tratto maggiore vantaggio dal rapporto giuridico in questione. Quindi, se abbiamo preso in prestito 100.000 PLN da una banca. 100.000 PLN dalla banca e siamo riusciti a restituire 80.000 PLN, la banca, per così dire, respingerà automaticamente la nostra causa. Un altro metodo è quello della condizione, molto più favorevole al mutuatario, che consiste nel richiedere la restituzione degli importi pagati fino a 10 anni prima, se la banca non ha fatto una richiesta separata. Tuttavia, occorre tenere presente che la banca, in una causa separata, può chiedere la restituzione di questo denaro.
Di per sé, la cancellazione di un prestito in franchi sembra essere una buona soluzione. In questo modo, ci liberiamo di questa “palla al piede”. Tuttavia, è importante ricordare che la cancellazione di un prestito in franchi ha anche alcune conseguenze epocali che potrebbero non essere del tutto vantaggiose per il mutuatario. Uno di questi è la già citata possibilità di prolungare la battaglia giudiziaria tra il mutuatario e la banca. Anche se il tribunale sceglie un esito più favorevole per noi, ciò non significa necessariamente che la nostra “avventura” con la banca sia finita. Un’altra conseguenza, in una situazione in cui il prestito non è ancora stato rimborsato, può essere che il debitore sia obbligato a rimborsare immediatamente il resto dell’obbligazione.
Per ulteriori informazioni su questo argomento, è possibile consultare il sito https://kancelariafrankowicza.pl/.
Questo articolo non è una consulenza finanziaria