
Morte di un coniuge, come continuare a vivere? E che non vi lascerò finché morte non vi separi…. In piedi all’altare con un abito o un vestito bianco, quasi nessuno pensa davvero al significato dell’ultima parte delle promesse matrimoniali. La morte sembra essere qualcosa di lontano, incomprensibile, che non può essere definito o toccato, e quindi ne allontaniamo il più possibile il pensiero, riconoscendone a malapena l’esistenza. Guardiamo solo a quel futuro immediato che appare come un sogno, luminoso e privo di preoccupazioni. Sono immagini di un futuro in cui siamo uguali, senza rughe, senza problemi, circondati dai nostri figli, belli e sani come noi. Il sole splende e l’estate dura per sempre.
Lamorte, tuttavia, ci attende tutti, per quanto ci sforziamo di non pensarci.
Ogni essere umano morirà un giorno. Questo è vero quanto il fatto che nascerà un nuovo essere umano. Perché dal momento in cui nasciamo, siamo destinati a morire. La nostra unica ricompensa deve essere la vita e tutti i sentimenti e le emozioni di cui solo un essere umano è capace. Amore. Odio. Compassione. Crudeltà. La sofferenza. Gioia. Gentilezza. Indipendentemente dalle proporzioni miste di questi elementi, l’uomo è sempre in grado di raggiungere la felicità quando è in vita.
Chi si interroga sulla morte quando la vita ci apre così tante porte e possibilità. Possiamo diventare ciò che vogliamo, dirigere la nostra vita a piacimento. Ma non possiamo mai pianificare la nostra morte. Questa cosa rimane un mistero per l’uomo tanto quanto la sua venuta al mondo. Può solo aspettare.
Aspettare la morte, tuttavia, non è come aspettare nella sala d’attesa del dentista. Vogliamo comunque portare a termine qualcosa, alcune cose importanti. Vogliamo comunque fare qualcosa, parlare con nostro figlio del suo futuro. Dopotutto, c’è ancora molto tempo. Abbiamo la possibilità di fare la differenza. Eppure.
A volte, in questa sala d’attesa, iniziamo a rimpiangere certe cose. Cose brutte. Cose che abbiamo fatto. I torti subiti dai propri cari. Ogni discussione con un marito o una moglie. La mancanza di contatto con il proprio figlio. Fuggire dai problemi quando invece andavano risolti. Insieme. Ci sono così tante cose da rimpiangere in questa sala d’attesa.
Altre volte ricorderemo i momenti belli. Quando c’erano abbastanza soldi per andare in vacanza. Quando nostra figlia ha vinto le Olimpiadi a scuola. Quando è nato il nostro unico figlio. Quando il matrimonio non assomigliava a una stanza chiusa dall’esterno senza finestre. Vale la pena ricordare i momenti in cui le cose andavano bene, quando il destino era giusto e non crudele. Vale la pena ricordare quei momenti davanti all’altare e le parole delle promesse: E che non vi lascerò finché morte non vi separi”. Se li avete conservati, è uno dei più grandi pegni d’amore che potete dare a un’altra persona. Il dono della propria vita a qualcun altro.
Se avete vissuto questa vita insieme, spalla a spalla, faticando insieme ogni giorno e trovando sempre un sorriso e una parola gentile per l’altro, significa che la vita è stata davvero una ricompensa e la morte, qualunque essa sia, non può cancellarla.